Visualizzazione post con etichetta Nuraghi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nuraghi. Mostra tutti i post

mercoledì 17 ottobre 2018

I nuraghi misti: un'ipotesi sulla loro creazione.

Risultati immagini per su mulinu villanovafranca


E dopo tanto tempo (2 mesi), tante vicissitudini (grazie al team Google) che ho comunque deciso di lasciar perdere, momenti di smarrimento mentale, riflessioni, si ricomincia a parlare di archeologia vera e propria su questo blog.
E non si può che riiniziare da i nostri cari, vecchi nuraghi, in particolar modo dalla prima e dall' ultima tipologia: i protonuraghi, detti pure nuraghi a corridoio, ed i nuraghi complessi, detti anche polilobati.

Dal punto di vista estetico queste due tipologie di nuraghi non possono essere più diverse: la prima ha una muratura generalmente più rozza, senza una forma predefinita, meno imponente, poco slanciata e senza una disposizione standardizzata degli interni; la seconda è più complessa, imponente, generalmente dotata di una muratura più raffinata, più svettante, contraddistinta dalla presenza di varie torri con camere dotate di volta a tholos e da una disposizione più ordinata degli ambienti interni.

È fuor dubbio che chiunque (o quasi) troverebbe molto più bello, affascinante e suggestivo visitare nuraghi come Su Nuraxi di Barumini (Sud Sardegna), Santu Antine di Torralba (SS), Arrubbiu di Orroli (Sud Sardegna) o Losa di Abbasanta (OR) che non un Brunku Madugui di Gesturi (Sud Sardegna) o un Talei di Sorgono (NU).

Quello che però va ricordato è che i protonuraghi hanno assunto, per una manciata di secoli, quello stesso ruolo che avrebbero rivestito i nuraghi complessi: una struttura di rappresentanza dei gruppi di potere che abitavano gli insediamenti a cui era correlato il nuraghe stesso. In questo mio articolo avevo spiegato ed ipotizzato cosa portasse la costruzione dei nuraghi ed avevo ipotizzato delle funzioni molto simili tra i primi ed i secondi.

Quello che molti non sanno è che alcuni nuraghi a corridoio sono stati trasformati in nuraghi polilobati dai gruppi di potere che risiedevano al suo interno e dalla popolazione che abitava l'insediamento correlato; vi menziono due di queste strutture: Majori di Tempio Pausania (SS) e Su Mulinu di Villnovafranca (Sud Sardegna).
In questo articolo cercherò di ipotizzare l'evoluzione dei nuraghi a corridoio in nuraghi complessi ed ipotizzare il perché di questa evoluzione. Nel farlo citerò brevemente proprio quelli sopramenzionati essendo i più conosciuti e studiati (soprattutto Su Mulinu, dove ho pure scavato); tali strutture vengono chiamate nuraghi misti (definizione non mia ma coniata appositamente da Giovanni Ugas).

Risultati immagini per complesso di su mulinu villanovafranca

Nuraghe Su Mulinu di Villnovafranca, il più famoso e conosciuto dei nuraghi misti.

Il nuraghe Su Mulinu presenta la costruzione protonuragica inglobata in un antemurale collegato a sua volta in un sistema di torri di più recente costruzione, delle quali la più alta ed imponente doveva svolgere verosimilmente la funzione di mastio (torre centrale); le ultime strutture importanti come la capanna con l'altarino al centro, appartenenti al Bronzo finale ed al Primo Ferro, vengono integrate nel resto degli elementi facenti parte del Bronzo medio e recente; il tutto viene costruito nel rispetto della struttura originaria a corridoio, in quanto non si presentano grossi stravolgimenti al suo interno.
Last but not least, all'interno dell'originaria struttura del Bronzo medio, più precisamente la camera ellitica, è stato rinvenuto il bellissimo altare che ricorda il nuraghe stesso nella sua forma.

Risultati immagini per su mulinu altare
Altare nuragico all'interno della struttura originaria del protonuraghe di Villanovafranca.

Risultati immagini per nuraghe majori di tempio
Nuraghe Majori di Tempio Pausania.

Il nuraghe Majori invece presenta l'assetto originario completamente rivoluzionato: pur mantenendo la pianta irregolare originaria ed un corridoio che lo taglia orizzontalmente, al suo interno è presente una camera con volta a tholos; ciò era probabilmente dovuto alla maggiore durezza della pietra usata per costruirlo, il granito, che non permetteva un espansione della struttura in tempi ragionevoli; a completare il quadro vi è la presenza di un cortile.


Fatte queste brevi descrizioni, ora ci si chiede: perché alcuni protonuraghi diventano nuraghi misti ed altri rimangono tali e quali?


Teniamo conto di questo fatto, dal Bronzo medio a quello recente passano circa 350-400 anni: in tale arco di tempo, dai primi e meno numerosi insediamenti nuragici, vi è stato un surplus di popolazione che ha portato la fondazione capillare di moltissimi abitati e nuraghi monotorri appartenenti a periodi successivi.; con la creazione di nuovi insediamenti si formano anche nuovi gruppi di potere che possono sviluppare un'influenza minore o maggiore rispetto a quelli vecchi, in quest'ultimo caso si ha l'edificazione dei nuraghi complessi.

Vi sono però i casi in cui in un protonuraghe persistono dei vecchi gruppi di potere che dispongono ancora di grande influenza nell'area circostante e per manifestarla al meglio che cosa si fa? Ci si "adegua" ai nuovi tempi: si espande il proprio nuraghe, gli si aggiungono nuovi elementi come torri, bastioni e cortili e/o ne si rivoluziona la struttura interna. Ed il nostro vecchio protonuraghe diventa un più moderno polilobato.

In sostanza, almeno secondo il mio parere, il motivo che ha portato la formazione dei nuraghi misti è la permanenza di gruppi di potere che hanno mantenuto la loro influenza all'interno di un antico insediamento nuragico del Bronzo medio e nel sistema di insediamenti nuragici e nuraghi presenti delle vicinanze di questo. Ma questa è solo un'ipotesi.


E voi cosa ne pensate? Se avete dei dubbi, non siete d'accordo o vorreste semplicemente approfondire la cosa, non fatevi problemi, commentate.

Al prossimo articolo ;)

lunedì 21 maggio 2018

Cosa ha ispirato la costruzione dei nuraghi e la loro evoluzione concettuale?



In un articolo precedente avevo discusso sulla possibilità dell'esistenza di una struttura più antica che possa aver ispirato la costruzione dei primi nuraghi che, ricordiamolo, non erano le torri di pietra troncoconiche che tutti o le fortezze di pietra fatte da più elementi, come Su Nuraxi di Barumini, che tutti noi conosciamo ma degli edifici di varie forme che, a livello generale, si sviluppavano più in estensione che in larghezza.
Nell'articolo (https://illeggiadromondodimartino.blogspot.it/2018/04/esiste-una-struttura-che-abbia-ispirato.html) avevo analizzato questa possibilità verificando se nella Sardegna e nelle altre parti del Mediterraneo, durante età del Rame e del Bronzo antico, esistessero costruzioni del genere che avessero fatto da "muse ispiratrici"; la risposta è stata negativa in quanto non ho riscontrato presenza di strutture simili.

Era chiaro, arrivati a questo punto, che ciò che ha creato i primi nuraghi è essenzialmente un'idea data da una precisa esigenza. Quale? In questo articolo cercherò, al meglio delle mie limitate capacità, di spiegare quali sono state le dinamiche che hanno portato alla creazione dei primi nuraghi, vale a dire i protonuraghi (o nuraghi a corridoio se preferite) e quali furono invece quelle che hanno portato ad una standardizzazione della loro forma e diversificazione delle funzioni.

Partiamo dai presupposti: nel Calcolitco (sinonimo dell'età del Rame) abbiamo visto il nascere di villaggi fortificati nel nord Sardegna in cima a colli, villaggi tipici dell cultura Monte Claro, la cui esistenza si contrappone, da un punto di vista strettamente materiale (reperti e strutture) alle culture Filigosa ed Abealzu, quindi è possibile osservare per la prima volta una divisione della popolazione all'interno della Sardegna e l'esigenza esigenza di un controllo del territorio attraverso dominio visivo delle vallate sottostanti già a partire dal IV millennio a.C. .
Nel Bronzo antico compaiono due elementi piuttosto interessanti: la tomba dei guerrieri rinvenuta a Sant'Iroxi e i primi segni di una sepoltura ancora più collettiva di quelle delle età precedenti con la creazione delle primissime tombe dei giganti (che, ricordiamolo, sono un'evoluzione concettuale dell'alleé couverte, una sorta di dolmen allungato presente in Sardegna già dall'età del Rame). Questi elementi fanno pensare ad una situazione in cui A) la collettività stava iniziando ad avere un ruolo di maggior rilievo, B) erano necessari gruppi armati per la difesa del villaggio dal quale provenivano se non del territorio che controllavano partendo da quest'ultimo.

Tomba di Sant'Iroxi ed i suoi rinvenimenti, notare la lama della daga in rame arsenicato a destra.

Arrivati a questo punto, era chiaro che servisse una struttura che potesse svolgere la funzione di controllo del territorio e che rappresentasse allo stesso tempo coloro i gruppi che svolgevano tale funzione partendo dal villaggio in cui risiedevano. Tale edificio doveva essere imponente, in modo da impressionare quelli provenienti dagli altri villaggi che lo avessero osservato, e torreggiante in modo che in cima ad esso si potesse avere un dominio visivo del paesaggio in modo da poterlo controllare meglio.
Nascono così, agli inizi del Bronzo medio, i primi protonuraghi, strutture enormi che erano sia il centro che rappresentazione del potere dei vari capivillaggio sugli insediamenti in cui sorgevano e sui territori correlati. Arrivati a questo punto, uno dirà: cosa centra la collettività se parli di sede di potere dei capivillaggio?

Una bella domanda a cui cerco di dare la migliore risposta possibile: se devi costruire delle struttura di pietra imponenti che e devi avere a che fare con una manodopera limitata agli abitanti del tuo villaggio (e non aspettatevi una cosa come Micene, Ugarit o Babilonia) ed un quantitativo di risorse non indifferenti (pietra in primis), non puoi certo permetterti di fare il "non mi tocchetti che mi caghetti" della situazione come i faraoni d'Egitto e neppure fare distinzione fra patrizi e plebei nella Roma repubblicana prima della secessione dell'Aventino o tra baroni e servi della gleba in pieno Medioevo; pertanto tu e i tuoi compari dovete collaborare.
Appare quindi verosimile, almeno dal mio punto di vista, che esistessero delle figure di maggiore importanza nei singoli villaggi ma che non fossero delle figure totalmente autarchiche come il gran re di Persia, i diadochi, i faraoni o gli imperatori romani, ma una sorta di primus inter pares come i re di Sparta od i sovrani gallici descritti nel De Bello Gallico di Giulio Cesare (so che l'espressione stessa era stata coniata per gli imperatori romani a partire da Augusto ma era puramente di facciata visto che tutti i poteri erano di fatto nelle loro mani).

Risultati immagini per nuraghe monotorre
Nuraghe monotorre Santa Sarbana, Silanus (NU).

Con il passare degli anni e dei secoli, avviene un aumento di popolazione all'interno dei singoli villaggi che causa un surplus di abitanti rendendo dunque necessaria la fondazione di altri villaggi e la costruzione di nuovi nuraghi, sia per rappresentanza che per il controllo del territorio; assistiamo inoltre a cambiamenti importanti: A) i protonuraghi di varie forme diventano i nuraghi monotorre troncoconici che tutti noi conosciamo, sviluppati più in altezza che in estensione, in modo da poter avere un dominio visivo ancora più ampio del territorio su cui venivano costruiti; B) alcuni nuraghi vengono (apparentemente) costruiti senza che ci sia necessariamente un villaggio correlato ad essi.
Appare chiaro quindi che, sempre nel Bronzo medio, venga data maggiore importanza al controllo del territorio che non alla mera raffigurazione di potere.

Questa tendenza, però, sembra riequilibrarsi con la comparsa, nel Bronzo recente, dei primi nuraghi complessi; questi ultimi, in alcuni casi, nascono come nuraghi semplici per poi vedersi aggiunte altre torri (Su Nuraxi di Brumini), in un caso abbiamo addirittura un protonuraghe che viene convertito in nuraghe complesso (Su Mulinu di Villanovafranca). La loro presenza e le loro dimensioni indicherebbero infatti la presenza di capivillaggio dotati di maggior influenza/potere rispetto a quelli che risiedevano nei nuraghi monotorre  (tenere conto che si parla sempre di quelli correlati ai villaggi) o nei polilobati (sinonimo di nuraghi complessi) di minori dimensioni; si ha quindi un ritorno ad un'esigenza sia di controllo che di ostentazione della propria forza rivolta non solo ai villaggi/nuraghi lontani ma anche a quelli vicini che avevano un rapporto di stretta collaborazione e vicinanza con i nuraghi complessi più grandi. Per far capire meglio il concetto vi faccio vedere una mappa estratta dal mio lavoro di tesi magistrale.

Sistema dei villaggi nuragici in un'area compresa tra il comune di Aidomaggiore e quello di Borore. I nuraghi Bighinzones, Porcarzos, Maso 'e Majore e Meddaris sono quadrilobati; Sanilo e Tresnuraghes trilobati; Busazzone un tancato (con due torri, una di fronte all'altra).

Nella mappa che vi ho mostrato vi sono alcuni piccoli gruppi di nuraghi con o senza villaggi nuragici che sembrano vivere un rapporto di strettissima collaborazione in quanto, come è ben visibile, sono costruiti a distanze estremamente ravvicinate; tra questi in particolare spiccano Bighinzones e Meddaris, quadrilobati i cui villaggi correlati ed i capivillaggio che li abitavano stavano verosimilmente al vertice dei raggruppamenti di nuraghi e villaggi di cui facevano parte.

Spero che il mio articolo vi sia piaciuto e che possa anche aver chiarito alcuni dei dubbi a chi si chiedeva quale fosse la funzione dei nuraghi (sembra una banalità ma ci sono persone che non sanno ancora che funzione avessero i nuraghi o che affermano, erroneamente, che fossero templi).

Al prossimo articolo ;)

Edit: mi sono accorto che la mappa dei nuraghi distribuiti in zona presentava degli errori, pertanto ho ritenuto opportuno sostituirla con una corretta, chiedo dunque scusa per aver fornito un'informazione errata.

martedì 3 aprile 2018

Esiste una struttura che abbia ispirato la costruzione dei primi nuraghi?




Quando qualcuno vede dei nuraghi le domande più frequenti sono sempre "a che periodo risalgono?", "quanti ce ne sono?", "a cosa servivano?", "quanto sono durati?", "come li costruivano?" e via dicendo; esistono poi altre domande meno frequenti al merito e, a mio parere una di queste è "chi è il primo che ha avuto la brillante idea di costruirne uno?". La questione, in questo caso, si fa parecchio complicata ma anche interessante dato che nessuno nasce imparato e nessuna costruzione nasce dal nulla senza la mente o le menti che hanno avuto l'ispirazione per costruirla. E tali menti da dove hanno preso tale ispirazione? Da un'edificio già preesistente?

Prima di fare tal ricerca, occorre capire perché sono stati costruiti i primi nuraghi (che, ricordiamolo, non sono i nuraghi monotorre classici ma i protonuraghi, detti nuraghi a corridoio) ed a cosa servivano.

Erano fortezze militari? No, visto che non sono collegati a delle mura o a degli antemurali (cosa che avverrà nel Bronzo recente 1400-1100 a.C.) e che lo spazio interno, in relazione alla spessa muratura, era davvero esiguo, dunque non l'ideale per contenere soldati o civili da proteggere che avrebbero fatto la fine del topo; erano dei magazzini? No, per l'ultimo motivo appena riportato; erano dei templi? No visto che nelle loro stratigrafie non erano cosparse di oggetti sacri (quest'ultimi appaiono in periodi molto postumi, vedi l'altare del nuraghe Su Mulinu a Villanovafranca (Sud Sardegna)); erano le residenze dei vari capi villaggio? Si e le loro dimensioni (alcuni sono piuttosto grandi) erano forse un modo per mostrare la propria forza ed influenza a tutti i capi del vicinato, più o meno la stessa cosa con i nuraghi complessi; erano stati costruiti per controllare il territorio e le sue risorse? Si.

Detto questo, conviene innanzitutto capire cosa c'è stato prima dell'epoca nuragica, facciamo quindi un bel salto indietro nel tempo è andiamo a capire cosa c'era nel Eneolitico/età del Rame medio-finale e nel Bronzo antico. Che cosa abbiamo in quei periodi? Nel primo abbiamo la presenza di ben 4 culture: la cultura Sub-Ozieri (3600-2800 a.C.) nella sua fase conclusiva, la cultura Filigosa (3000-2400 a.C.), la facies di Abealzu (2600-2250 a.C.), la cultura Monte Claro (2900-2400 a.C.) e la cultura dei Vasi Campaniformi (2400-2100 a.C.).
Per quanto riguarda il Bronzo antico abbiamo la fase finale del Campaniforme e l'inizia della cultura di Bonnannaro (2200-1750 a.C.).
Di queste che abbiamo citato ci interessano solo il Monte Claro ed il Bonnannaro.
Andiamo con ordine e partiamo dal primo dei due che abbiamo nominato.

La cultura Monte Claro è caratterizzata da tre elementi: A) la presenza di una serie di ceramiche dalle decorazioni caratteristiche (una di queste, una scodella ansata, ha ispirato la palmetta che vedete al parco di Monte Claro), B) la presenza, al sud Sardegna, di tombe a pozzo che contenevano inumati; C) la presenza, al nord Sardegna, di insediamenti fortificati con grandi mura fatte di massi appena sbozzati.
Quest'ultimo elemento è molto interessante perché testimonia la presenza di situazioni di conflittualità che dovevano essere avvenute in quel periodo in Sardegna.


Risultati immagini per vasi cultura monteclaroRisultati immagini per tomba monteclaro
Scodella ansata rinvenuta a Monte Claro e palmetta presente sul parco omonimo. Non notate qualcosina?

 Risultati immagini per recinto torre monte barantaTombe a pozzo a Gannì, Quartucciu (CA), e recinto-torre del villaggio fortificato di Monte Baranta, Olmedo (SS).

La località più famosa in cui è stato rinvenuto un insediamento fortificato di quel tipo è senz'altro Monte Baranta, Olmedo (SS) ma ve ne sono altre abbastanza importanti come ad esempio Monte Ossoni, Castelsardo (SS), o Su Baddadolzu, Bonorva (SS).
Ciò detto, tutti gli insediamenti fortificati hanno una caratteristica in comune: sono cinti da mura ciclopiche e si trovano sulla cima di pianori soprelevati, caratteristica che li rende facilmente difendibili ed estremamente difficili da attaccare (almeno per il tempo in cui erano stato costruiti). Molte di queste muraglie vengono spesso confuse con quelle nuragiche (nel nuraghe Sanilo, Aidomaggiore (OR), c'è n'è una simile) e vi è un caso quello di Monte Baranta, in cui alcune genti nuragiche hanno riabitato il sito (frammenti di ceramica nuragica).

Che i nuragici abbiano preso spunto dunque dalle muraglie ciclopiche della cultura Monte Claro per costruire i primi nuraghi? Se si parla della costruzione dei nuraghi in se, no, il motivo sta nel fatto che solo i nuraghi complessi erano dotati di più torri ed antemurali per delimitare il loro spazio ed eventualmente proteggere gli abitanti dei villaggi loro correlati.
Vi è tuttavia la presenza di un edificio particolare presente nel sito di Monte Baranta ed in quelli di Sa Fraicata (Bortigiadas, SS) e Crastu Orgiu (Esterzili, SS); tra questi che ho nominato, solo il primo risulta scavato e documentato e riporta testimonianze che vanno dall'Eneolitico medio fino al Bronzo medio. Questi edifici di cui scrivo sono le torri-recinto.

Risultati immagini per monte barante recinto torreFotografia planimetrica del recinto-torre di Monte Baranta. L'autore si scusa per la qualità schifosa dell'immagine reperita.

Si tratta di costruzioni di gran lunga più imponenti e con una muratura molto più spessa rispetto alle normali capanne, vista la loro posizione ai margini dei dirupi avrebbero la funzione di avvistamento ed eventualmente di difesa, la sua presenza risulta quindi coerente con la posizione soprelevata del villaggio. Che fossero questi edifici ad aver ispirato il nuraghe? NI. Non è un errore di battitura, avete capito bene, NI. e vi spiego il perché.
Se da un lato va riconosciuta una finalità di controllo del territorio che può essere condivisa, va detto che le modalità in cui esso viene attuato sono differenti: Il recinto-torre è posto in luoghi sopraelevati e pertanto gode di un dominio visivo davvero vasto, i protonuraghi sono più legati ad un controllo mediante il popolamento dei territori che non ad una funzione di controllo visivo diretto, anche se i protonuraghi stessi godevano sempre di una certa altezza, seppur inferiore a quella dei nuraghi classici; va infine detto che, come scritto prima, solo quella di Monte Baranta risulta essere abitata in periodo nuragico, mentre le altre torri-recinto non sono finora state scavate (almeno che io sappia), pertanto l'affermazione che avessero tratto spunto da queste costruzioni appena citate risulta parecchio improbabile ed azzardata.
Ciò detto, veniamo ora al Bonnanaro.

Si tratta del periodo appena precedente a quello nuragico e vede la fase finale della costruzione dei dolmen e delle alleé couvertes, i quali saranno sostituiti da un tipo di sepoltura da loro derivata, la tomba dei giganti (alcune tombe dei giganti sono delle alleé riutilizzate, come Su Cuaddu 'e Nixias, Lunamatrona (Sud Sardegna)). Secondo Vincenzo Santoni (con lui sarebbe d'accordo anche il Webster), proprio nel Bonnanaro vi sarebbe la prima costruzione dei primi protonuraghi, un nuraghe che cita in particolare è il Sa Fogaia a Siddi (Sud Sardegna); Dyson e Rowlands ipotizzano, in quello stesso periodo, la comparsa delle prime tombe dei giganti. Tuttavia vi sono archeologi che si oppongono a questa ricostruzione, in particolare Mauro Perra giudica i contesti stratigrafici non riconducibili ad una nascita dei primi nuraghi nel Bronzo antico e medio iniziale.
Pur prendendo per buono quanto detto da Santoni, la questione non cambia perché, se è un fatto che i nuraghi "classici", con camera centrale e volta a tholos, siano derivati da quelli a corridoio (detti protonuraghi, come preferisco chiamarli io), ci si chiede cosa abbia ispirato le menti che hanno costruito questi ultimi.

Risultati immagini per domus de janas corona moltana
Domus de janas di Corona Moltana, uno dei luoghi in cui è attestata la facies Bonnanaro.

A questo punto, se non ci sono in Sardegna, esisteranno delle strutture simili ai nuraghi al di fuori dell'isola? Si e si tratta dei sesi di Pantelleria, dei talajots delle Baleari, delle torri di Corsica, dei brochs scozzesi e di alcune costruzioni davvero simili ai nuraghi presenti in Oman. Hanno quindi preso spunto da questi? NO. Vi spiego i motivi.

  1. I sesi di pantelleria sono più o meno coevi ma, a differenza dei nuraghi, sono tombe.
  2. I talajots sono leggermente più recenti dei nuraghi (quindi sarebbe vero il contrario, cioè che i loro costruttori fossero possibilmente ispirati dai nuraghi).
  3. I brochs  e le sopramenzionate torri dell'Oman (che, me ne vergogno, non so come si chiamino) sono di gran lunga più recenti, dall'età del Ferro al III sec. a.C..
  4. Le torri corse, stando alla bibliografia che sono riuscito a trovare, sarebbero coeve ai nuraghi pertanto è davvero difficile stabilire chi abbia iniziato per primo tra Sardegna e Corsica.
Immagine correlata
Broch di Mousa in Scozia.

Risultati immagini per torre de cucuruzzu
Castellu di Cucuruzzu in Corsica.

Risultati immagini per sesi pantelleria
Sesi di Pantelleria, Sicilia.

Risultati immagini per talayots
Talayot di Torrellonet Vell, Minorca.

Risultati immagini per nuraghi oman
Una delle strutture simili ai nuraghi presenti in Oman.


Conclusione.

Stando ai dati che ho raccolto (sperando ci siano tutti) non risulta esserci, fuori dalla Sardegna, una struttura che abbia potuto ispirare la costruzione dei primi nuraghi; stessa cosa vale per la Sardegna visto che non esistono strutture che possano aver fatto da ispirazione per l'innalzamento di questi.
Direi pertanto che tutto ciò che posso dire è che ad aver ispirato la costruzione dei primi nuraghi non è stata una struttura fisica ma un'idea data dalle necessità delle popolazioni sarde dell'età del Bronzo. Quale idea? Quale necessità?

Ne discuterò in un articolo successivo dato che A) questo articolo è diventato già troppo lungo di suo e continuando così diventerebbe pesante; B) ho speso due-tre giorni fino ad un intera notte per partorirlo (spero almeno sia fatto bene); C) sono influenzato e con le difese immunitarie di un ratto asfaltato da tre giorni; D) mi voglio tenere in riposo assoluto visto che tra poco mi dovrò vaccinare per la meningite (per chi non lo sapesse, vaccinarsi mentre si è ammalati o semplicemente convalescenti è estremamente pericoloso)

Per il resto, che ne pensate? Spero che l'articolo possa esservi piaciuto, se avete altri dati, non esitate a commentare.

Ci si vede ;)

giovedì 1 marzo 2018

La riscoperta dei rinvenimenti a San Sperate nel 1975: cosa ne penso.


Innanzitutto faccio i miei complimenti ad Alberto Mossa (l'archeologo in questione) per aver riscoperto dei pezzi rinvenuti nel 1975 a San Sperate che sono simili a quelli rinvenuti nella necropoli di Monti Prama a Cabras e che rimanevano tutt'ora ignoti anche agli archeologi; la sua riscoperta ha aperto un nuovo quadro in merito non solo ai giganti di Monti Prama ma anche a tutta quanta la cultura nuragica (un pezzo simile, una testa, era già stato rinvenuto nel pozzo sacro di Banatou, in Narbolia). Quindi ancora tantissimi complimenti ed un grande in bocca al lupo ad Alberto Mossa!

Fatti i dovuti auguri e congratulazioni, la prima cosa che noto sulla pagina dell'Unione Sarda in questione è che A) l'attenzione viene concentrata unicamente sul corno di pietra ma non viene fatta la minima menzione sui due bellissimi modellini di nuraghe rinvenuti sempre a San Sperate; B) viene riportato che Alberto Mossa dica con CERTEZZA ASSOLUTA che si tratta di un gigante, quando nell'intervista vera e propria le sue testuali parole sono: 

"In archeologia è opportuno avere un atteggiamento di massima prudenza, ma certamente la scoperta di questi frammenti permette di affacciare L'IPOTESI che la statuaria di Monte Prama non sia un unicum" (fonte: https://sardegna.adessonews.eu/2018/03/01/straordinaria-scoperta-archeologica-una-statua-simile-ai-giganti-di-monte-prama-anche-a-san-sperate/).

Senz'altro meglio del completo silenzio ma si chiederebbe comunque la cortesia all'Unione di riportare le cose come stanno ed in tutta la loro completezza, non di farci una roba acchiappa-views per vendere articoli.

Un'altra cosa che mi chiedo è: ma quanti altri reperti esistono nei magazzini della soprintendenza? E quanti di questi rivestono un'importanza gigantesca come quella dei reperti di cui stiamo parlando? È il caso dunque di aspettarsi di trovare persino una testa umana identica a quelle dei giganti di Monti Prama?
Non voglio fare delle polemiche sterili che diano spazio a tanta bella gente che grida al gombloddoh(!!11!1!) delle malvagie soprintendenze ed università sarde che vogliono tenerci nascosta la grandezza degli shardana che conquistarono tutto il mondo, soprattutto dopo una (ri)scoperta di tale portata che non può che far piacere, ma va detto che NON È NORMALE CHE DEI REPERTI SIMILI SIANO RIMASTI AL CHIUSO IN UN MAGAZZINO PER BEN 43 ANNI DALLA LORO SCOPERTA. È quindi tutta colpa dei soprintendenti? No visto che non è assolutamente facile gestire un patrimonio archeologico così vasto come quello sardo; si potrebbe pure pensare di aprire nuovi musei, sarebbe una soluzione buona, il punto è che la burocrazia che ci ritroviamo rende le cose MOLTO complicate. Cosa fare dunque? 

Si potrebbero organizzare delle esposizioni temporanee dei reperti presenti nei magazzini che potrebbero essere dislocate in più comuni; oppure si potrebbe organizzare delle esposizioni a rotazione (un mese dei reperti e un altro dei altri reperti) all'interno dei musei per fare in modo da non avere sempre i magazzini ingolfati di reperti. Ma qui si parla di dinamiche, quelle museali, che io non conosco e pertanto non so quanto possano valere i miei consigli.

Parlando dell'articolo di Alberto Mossa, sono completamente d'accordo con quanto dice perché, se è vero che andrebbero trovate altre tracce per avere conferme schiaccianti sulla presenza dei giganti anche a San Sperate, è altrettanto vero che i rinvenimenti ci danno la possibile esistenza di una statuaria come quella di Monti Prama che va oltre la necropoli eponima.

Per chi volesse consultare l'articolo completo, eccovi il link: http://www.quaderniarcheocaor.beniculturali.it/index.php/quaderni/article/view/364/225

E voi cosa ne pensate?
Spero che l'articolo in questione, buttato quasi di getto sul momento, possa esservi piaciuto. Ci si sente ;)

sabato 24 febbraio 2018

I sardi nuragici: uniti o divisi? (ARTICOLO RIVISITATO)


Pocos, locos y malos unidos. Così disse di noi, con un misto di malignità e ragione, Carlo V, re di Spagna e sacro imperatore romano di Germania, durante la sua visita in Sardegna. In effetti la situazione del tempo non faceva molto per smentirlo, basti pensare alle rivalità tra Cagliari e Sassari su quale chiesa fosse la più antica e con più santi martiri in casa; oggi la rivalità vera e propria è coltivata nel mondo calcistico da un pugno di poveri patetici disagiati (basti pensare ai casini che hanno fatto alcuni sconvolts del Cagliari all'interno di Sassari) visto che, a livello generale, nessuno ha voglia più di arrabattarsi e rivaleggiare per delle stupidaggini simili. Tuttavia la divisione tra Sardi permane in molti punti, basti pensare A) alle diatribe tra Stintino e Porto Torres per l'isola dell'Asinara; B) ai sardi che vogliono togliere le basi militari e a quelli che, lavorandoci, le vogliono tenere; C) ai 13541646453454567845 partiti indipendentisti sardi che, invece di fare proposte valide, passano buona parte del tempo ad insultarsi e scatarrarsi in faccia col massimo della cattiveria. E sono alcuni esempi che vi cito.

Il punto è: c'è stato un periodo in cui siamo stati uniti per davvero o siamo sempre stati divisi? Le più antiche divisioni sarebbero da ricercare durante il periodo della dominazione (sul quale conto di farci un articolo) che vedeva contrapposti i sardo-punici delle coste ed i sardi nuragici dell'interno che resistevano a trassa di vietcong contro l'invasore che veniva dall'Africa; tale periodo viene contrapposto spesso alla Sardegna nuragica in cui i sardi erano liberi, i campi erano verdi, le navi arrivavano in orario ed un pieno di benzina ti costava 1000 lire. Erano anche uniti? Vediamo un poco la situazione e gli elementi che ci fornisce.

– Distribuzione dei nuraghi in Sardegna (da <www.tharros.info>). (1) Marghine e altopiano di Abbasanta; (2) Montiferru e Sinis; (3) territorio del nuraghe Nolza ‑ Meana Sardo; (4) Giara di Gesturi; (5) altopiano di Pranu ‛e Muru.  
Distribuzione dei nuraghi in Sardegna.

Argomenti a favore di una Sardegna nuragica unita.

Partiamo dagli elementi più noti: i nuraghi. Stessa varietà di tipologie consistente in protonuraghi, nuraghi monotorre e complessi; stessa identica tecnica di costruzione; stesso impianto che consiste in entrata, camera con volta a tholos, scala elicoidale che porta a camera a tholos superiore oppure al terrazzo, eventualmente connesso con antemurale. Finito? No! Abbiamo le medesime tipologie di edifici sparsi per tutta la nostra isola, basti pensare ai pozzi sacri, alle tombe dei giganti (anche se le tombe a prospetto sono presenti soltanto al nord), ai tempietti a megaron, alle capanne. E la cultura materiale? A livello generale, pur con alcune piccole differenze e variazioni, è identica in tutti gli angoli della Sardegna.

Argomento a favore di una Sardegna nuragica disunita.

La mancanza, allo stato attuale delle cose, TRA I NURAGHI PIÙ GRANDI, di un nuraghe che, tra quelli presenti IN TUTTA LA SARDEGNA, IN MANIERA NETTA E INDISCUTIBILE, non sia superiore agli altri in termini di estensione, badate bene, ESTENSIONE della struttura (ovvero, quanti mq di terreno occupa quella struttura); basti pensare a Su Nuraxi di Barumini (Sud Sardegna), oppure basti pensare al nuraghe Arrubbiu di Orroli (Sud Sardegna) o al Santu Antine di Torralba (SS); si tratta infatti di nuraghi, tolto il numero delle torri, di dimensioni davvero simili; da tenere d'occhio il nuraghe S'Uraki di San Vero Milis (OR) che non è ancora stato tirato fuori ma che è dotato di un antemurale veramente impressionante (però non è stato ancora scavato per cui, nel suo caso, potrei benissimo ricevere una smentita col proseguo degli scavi).


Da in alto a sinistra, in senso orario: il nuraghi Su Nuraxi, Santu Antine, S'Uraki e Arrubbiu. Foto prese dal satellite di google maps, zoom al massimo (1,7 cm = 10 m).

Aldilà però di quei magnifici che vi ho citato, anche prendendo dei gruppi di nuraghi complessi meno conosciuti ma vicini fra di loro, come i nuraghi nella zona tra il comune di Borore (NU) ed Aidomaggiore (OR) non sembrano esserci grandi differenze di dimensione (anche se si tratta di nuraghi non scavati e pertanto potrei essere smentito).

Un altro elemento da tenere in considerazione non è relativo soltanto ai dati archeologici ma al contesto in cui si trovavano in cui si trovano: la Sardegna infatti è un'isola prevalentemente montuosa e collinosa, non esistevano corrieri a cavallo per fare delle comunicazioni e la scrittura non esisteva ancora  (per chi volesse saperne qualcosa di più,
https://illeggiadromondodimartino.blogspot.it/2018/01/la-scrittura-nuragica-una-bella-gatta.html); in un contesto simile erano certamente possibili delle comunicazioni rapide a distanze relativamente brevi tra i vari villaggi e nuraghi (sarei un cretino ad affermare che ciascun abitato o nuraghe vivesse per cazzi suoi) ma è molto difficile pensare che potesse valere anche per lunghe distanze.

Altro elemento importante era la presenza, non di uno, di più santuari nuragici nella la Sardegna. Basti pensare al santuario di Santa Vittoria di Serri (Sud Sardegna), al Santa Cristina di Paulilatino (OR), Genna Maria di Fonni (NU) ed Abini di Teti (NU).

Infine va tenuto conto di quegli unicum in campo artistico ed archeologico che corrispondono all'altare presente nel nuraghe Su Mulinu di Villanovafranca (Sud Sardegna) e agli ormai noti  giganti di Monti Prama, Cabras (OR), presenti soltanto nelle rispettive zone di ritrovamento ed appartenenza.

Risultati immagini per su mulinu altare
Altare nuragico del nuraghe Su Mulinu di Villanovafranca.

Conclusioni.

Analizzando i dati qui raccolti, solo due, a mio avviso, risultano determinanti: le dimensioni dei nuraghi ed il contesto, di cui ho parlato sopra, in cui essi e gli abitati venivano a trovarsi.
Si potrebbero citare anche i villaggi nuragici in cui i più grandi, quello di Su Nuraxi e quello di Serra Orrios (NU), svettano tra tutti per estensione e numero di capanne, però va detto che esistono villaggi che devono ancora essere scavati per esteso e che potrebbero rivelarsi molto più estesi di quanto non lo sembrino ora.
Quindi, a mio avviso, la Sardegna nuragica non era unita.

Perché? perché in uno stato unitario, come poteva essere un Regno di Persia, Regno d'Egitto (epoca ellenistica) ed un Impero Romano, una caratteristica principale è l'avere una capitale che sia la città più importante e grande di tutto il regno/impero, cosa che non sembra essere verificabile in Sardegna nel periodo nuragico per quel che concerne i nuraghi complessi.
Uno a questo punto potrebbe obbiettare puntando sull'omogeneità, a livello generale, culturale ed architettonica; il punto è che pure nella Grecia classica e nelle colonie della Magna Grecia era così, tanto che gli stessi greci erano orgogliosi della loro identità fino a livelli decisamente razzisti, ma a livello politico erano completamente divisi (se provavate a mettere vicini un cittadino ateniese ed uno spartano era già qualcosa se si limitavano a sputarsi in faccia a vicenda) e tali divisioni spesso, come la storia ci insegna, sfociavano in guerra.

Tuttavia, BADATE BENE, questo non significa necessariamente che si odiassero di villaggio in villaggio o di gruppi in gruppi, ma che fosse possibile che i tanti villaggi si riunissero in delle entità politiche determinate le quali potevano essere indipendenti tra loro ma comunque in ottimi rapporti. Ma queste che ho scritto al merito sono soltanto mie ipotesi.

E voi che ne pensate? Se avete altri dati da riportarmi, non fatevi problemi, commentate.
Spero che l'articolo vi sia piaciuto, ci si vede ;)

mercoledì 14 febbraio 2018

Ricostruire i nuraghi crollati: è possibile farlo?


A quanti di voi sarà capitato, andando in giro per  le campagne dell'entroterra sardo, di trovare dei ruderi fatti pietre grosse e  leggermente sagomate che sembrano quasi dei cumuli fatti dopo una sessione di spietramento del terreno per renderlo più fertile? Come? Soltanto cumuli di spietramento? E se vi dicessi che molto probabilmente siete passati affianco a quello che era forse un nuraghe monotorre? Io, che ho fatto una tesi magistrale in un'area compresa tra Borore ed Aidomaggiore, ne so qualcosa (la foto che vedete in alto è il nuraghe Sa Mura 'e Su Crecu, Borore (NU)). E ce ne sono tanti, tantissimi, troppi.
Chi è anche solo appassionato di archeologia a livello generale condividerà col sottoscritto che è davvero un peccato che quello che poteva essere un altissimo monotorre o un gigantesco complesso a tre/quattro torri sia ridotto ad un miserabile cumulo di macerie.

Perché a questo punto non riportarlo al suo splendore originario?

Facilissimo a dirsi, fottutamente difficile a farsi. Perché? Noi italiani abbiamo tra i restauratori migliori al mondo, gente che restaura chiese danneggiate ricostruendo dalle briciole le loro volte distrutte con tutti i loro eventuali mosaici ed affreschi (vedasi la parte superiore della basilica di San Francesco d'Assisi, danneggiata in malo modo dal terremoto del 1997)Abbiamo gente che restaura interi quartieri a Pompei e che, ad Israele, riattacca alla perfezione degli affreschi romani che si erano staccati dalle pareti quasi una sessantina d'anni fa; che vuoi che sia rimettere in pietre quattro pietre in cerchio? In realtà, nonostante la sua tessitura apparentemente semplice (sottoscrivo, APPARENTEMENTE semplice), ricostruire un nuraghe crollato è una bella gatta da pelare.

Prima di cominciare, voglio precisare una cosa: sono laureato in archeologia, non sono un restauratore od un architetto e pertanto sono ben conscio di addentrarmi in un campo che, tecnicamente, non mi compete, ragion per cui qualunque architetto o restauratore decidesse di cazziarmi o di fare soltanto un appunto è più che benvenuto. :)

Cominciamo col dire un cosa spiacevole ma doverosa: non tutti i nuraghi sono ricostruibili. In Sardegna abbiamo oltre 7000 nuraghi, secondo le fonti popolari, ed andare a ricostruire QUALUNQUE nuraghe crollato o in pessime condizioni è inverosimile dal punto di vista finanziario, visto che richiederebbe delle cifre non indifferenti, ed inimmaginabilmente orrendo dal punto di vista burocratico in quanto, vista pure la terrificante burocrazia che abbiamo, ci ritroveremmo due soprintendenze archeologiche ingolfate all'ennesima potenza. Occorre quindi fare una selezione di quali nuraghi vogliamo rimettere in piedi.

Che nuraghe scegliamo? E come facciamo questa selezione? Serve verificare, per prima cosa, se il nuraghe sia per la maggior parte interrato o se sia del tutto esposto. È molto facile prendere un granchio in quando si ci si concentra solo quello che si vede in superficie, esistono dei nuraghi complessi non scavati che, ad una prima occhiata, sembrano dei monotorri perché hanno le torri laterali nascoste nel terreno. Occorre quindi fare le dovute osservazioni e ricognizioni per stabilire se il nuraghe sia pronto da rimettere in sesto o se nasconda qualcosina sotto.

Nuraghe Bighinzones, Borore (NU). Non è un monotorre.

Se, una volta fatte le dovute indagini, si scopre che il nuraghe è parzialmente interrato, si procederà agli scavi archeologici per tirare fuori la struttura nascosta nel terreno; è possibile trovare altri crolli col procedere dello scavo. Una volta tirata fuori tutta la struttura, o se questa era del tutto emersa già da prima, si verifica se sia crollato del tutto o se ci sono delle porzioni che rimangono in piedi.

Un nuraghe con delle parti integre ed una distrutta si potrebbe ricostruire, ma in che modo? Se si hanno documentazioni scritte o, meglio ancora, fotografiche, di quella parte crollata che in passato stava in piedi, allora ci si potrebbe basare su quella. Inutile dirlo, sarebbe molto meglio utilizzare le pietre provenienti dal crollo per ricostruire il nuraghi.
Ma come si fa a ricostruire una parte della quale ignoriamo che forma precisa avesse un tempo? Ci si potrebbe basare sulle parti ancora in piedi e, seguendo le similitudini, cercare di ricostruirla simile ad esse ma sarebbe una scelta estremamente azzardata in quanto resta il fatto che non abbiamo documentazione che provi che quella eventuale parte ricostruita fosse tale e quale a quando era prima di crollare. Si corre quindi il rischio di creare un falso archeologico e dunque non è affatto consigliabile cercare di ricostruirlo.

E un nuraghe completamente distrutto? Semplice: lo si lascia così com'è. Perché non si può ricostruire qualcosa della quale non ho nemmeno idea di come doveva essere un tempo; a meno che non si abbia tutta una documentazione fotografica che me lo riprenda nei minimi dettagli, ma sarebbe comunque un'impresa quasi impossibile.

Nuraghe Diego Puzone, Borore (NU). Ormai spacciato.

Un'altro elemento che rende il tutto ancora più complicato è che proprio per il fatto che si tratti di strutture costruite con pietre leggermente sagomate e terriccio al centro della muratura invece che di strutture fatte in pietre o mattoni perfettamente regolari e squadrate: in quest'ultimo caso, per via delle forme generalmente identiche o comunque perfettamente riconoscibili, è molto più facile individuare il tipo di elementi da piazzare; nel primo invece bisogna azzeccare bene il tipo di pietre da inserire bene e tenere conto che ogni pietra ha forma e dimensione diverse a seconda della posizione che occupava originariamente all'interno della muratura del nuraghe.

A questo punto è lecito chiedersi: esiste un nuraghe che sia mai stato restaurato? Certo che si e si tratta del nuraghe complesso Appiu a Villanova Monteleone (SS). La cosa curiosa è che prima di essere scavato e restaurato, era considerato un inutile ammasso di pietre :D. 
Vi lascio i link in descrizione per farvi capire di che si tratta 

http://paesepoglina.altervista.org/a-proposito-del-convegno-riscopriamo-nuraghe-appiu/?doing_wp_cron=1518466767.9328999519348144531250
http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_646593300.html
http://www.neroargento.com/page_galle/appiunur_gallery.htm

Cosa ne pensate? Siete d'accordo con quanto scritto? Come già scritto all'inizio, se siete restauratori ed architetti e avete intenzione di fare un appunto lasciate tranquillamente un commento. Ci si vede ;).