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martedì 13 marzo 2018

La questione degli shardana: un'altra bella gatta da pelare.

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Se c'è un dibattito che in quanto a frequenza, durezza, onnipresenza e varietà dei toni di discussione (anche se prevale un tono parecchio aggressivo) possa rivaleggiare e superare quello sulla scrittura nuragica,  è senz'altro quello sugli shardana. Un dibattito che si trascina da un innumerevole numero di anni ma che solo con l'archeologo Giovanni Ugas è entrato in tutta la sua mole nell'ambito delle università sarde.
Tenendo conto del fatto che molti sanno già di cosa sto trattando, andrò a spiegare a quei pochi che non sanno chi sono gli shardana: sono una componente dei cosiddetti "popoli del mare" (ma in realtà ne si parla tempo prima della venuta di questi ultimi) che vengono menzionati nella stele di Ramses II rinvenuta a Tanis, in cui sono definiti dei guerrieri estremamente forti e valorosi, e nel Papiro Harris, in cui si descrive la vittoria di Ramses III contro di loro e i weses (altra componente dei popoli del mare) e la seguente sottomissione e deportazione di questi nelle città.

Vista l'assonanza del loro nome col termine Sardegna, vista la somiglianza dei loro elmi con quelli nuragici (ambedue cornuti) e vista la menzione nelle stele delle "isole in mezzo al Grande Verde" (dove per Grande Verde si intende il mare) che vengono interpretate come la Sardegna e la Corsica, si è dibattuto a lungo sulle loro origini sarde; gli appassionati in particolare vedono con entusiasmo e piacere una loro provenienza dalla nostra isola, soprattutto per il fatto di essere dei guerrieri che avrebbero terrorizzato il Mediterraneo e dato filo di torcere al Regno d'Egitto ed ai faraoni con cui ebbero a che fare (mica noccioline); talvolta, purtroppo, questa enfasi piglia una bruttissima piega e sfocia nel delirio di certi personaggi, spesso e volentieri affetti da un brutto complesso di inferiorità, che aggrediscono verbalmente in malo modo quelli che non la pensano come loro ed accusano su facebook le soprintendenze e le università di complottare con lo stato italiano, i banchieri, le lobby ebraiche, il NWO ed i rettiliani per nascondere la grandezza del nostro passato in cui dominavamo tutto il Mediterraneo e creato tutte le civiltà fino ad oggi esistenti. E già che c'erano, pure l'energia atomica.


Il leader dei rettiliani nel drammatico momento in cui viene a sapere che i sardi hanno capito che sono gli antenati dei grandi guerrieri shardana; anni e soldi spesi per corrompere le università e le soprintendenze sarde buttati nel cesso.

Messa in un angolo la parte tragicomica della cosa, analizziamo la questione degli shardana partendo dai dati che abbiamo a nostra disposizione. 

1) Le isole in mezzo al Grande Verde. Gli egizi danno dei nomi precisi ad isole precise di loro conoscenza quali Alaisha (Cipro), Keftu (Creta); mentre questa "isole in mezzo al Grande Verde" è una definizione parecchio fumosa che da adito a molte ipotesi a quali isole si riferissero effettivamente gli egizi: si parla di isole che starebbero in mezzo al mare e questo farebbe pensare alla Sicilia, alla Sardegna, alla Corsica e alle Baleari.

2) Il nome stesso, shardana. Bisogna tenere conto da subito che si tratta di un nome ALLOCTONO, ovvero dato da un'altra popolazione e non da loro stessi; la storia è piena di popolazioni note e conosciute grazie a nomi alloctoni; due casi tra tutti sono i fenici (che tra di loro si chiamavano tiri, sidoni e bibli) e gli spartani (che tra di loro si chiamavano lacedemoni, qualcuno di dovere lo riferisca a Frank Miller). Tuttavia non sembrano essere i soli a chiamarli così in quanto nelle lettere del El Amarna, in accadico cuneiforme, è viene menzionata l'uccisione di uno SERDANU, da identificare con gli shardana; altra menzione importante è nelle lettere di Ugarit, col nome ugaritico di SERIDANI/SIRTANI/SERTANNI. Va citata infine la stele di Nora, seppur risalente ad un periodo molto posteriore (età del Ferro, mentre le menzioni precedenti risalgono al Bronzo recente-finale), che cita chiaramente la Sardegna col nome SHRDN.

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Stele di Nora (destra) e lettera di El Amarna in cui è menzionato uno shardana.

3) Il loro armamentario è simile in alcuni punti a quello dei nuragici: hanno un elmo cornuto simile ma con corna piccole (e vorrei vedere come fai a muoverti bene con delle corna enormi come quelle riprodotte nei bronzetti) ed hanno un gonnellino a punta tipicamente orientale riscontrabile in uno dei giganti di Monti Prama (il pugilatore munito di scudo) ed in alcuni bronzetti. Differiscono, però, per un tipo di armature differenti (spesso assenti in alcuni shardana), scudi rotondi come quelli nuragici ma con decorazioni assenti o differenti da quelle visibili in quelli in dotazione di bronzetti e statue di Monti Prama, mancanza di schinieri, delle spade con una lama di forma differente da quelle rinvenute finora o presenti nei bronzetti nuragici (se state pensando alle spade di Sant'Iroxi allora sappiate che risalgono prima dell'età nuragica e che non sono state rinvenute in Sardegna spade di questo tipo per i periodi successivi); da notare infine che i guerrieri shardana rappresentati nelle iconografie egizie non dispongono di arco mentre nei nostri bronzetti gli arcieri sono raffigurati in buon numero. Potrei anche far notare una diversa disposizione delle corna negli elmi shardana rispetto ai bronzetti nuragici (laterali nei primi e frontali nei secondi) ma quella è probabile che sia una resa dovuto dallo stile di raffigurazione delle iconografie egizie.

4) Le stesse spade del tipo di Sant'Iroxi non sono presenti solo in Sardegna ma anche nei siti della cultura di El Argar (2300-1500 a.C.), nel sud-est della Spagna.

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Lame di spade di tipo El Aragar (sopra) e Sant'Iroxi (sotto).

5) Gli shardana non sono gli unici ad essere muniti di elmi cornuti: altre popolazioni dell'età del Bronzo li portavano. Esempi? Un guerriero ittita raffigurati in un vaso con spada a lama triangolare ed elmo cornuto; elmi in bronzo del XII sec. a.C. rinvenuti in Danimarca; una fila di guerrieri con elmo cornuto viene raffigurata in un vaso miceneo del XIII sec. a.C. .


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Raffigurazione di guerrieri micenei in un vaso miceneo del 1200 a.C. rinvenuto a Micene, Grecia (sopra); negativo di una raffigurazione di guerriero ittita in un frammento ceramico rinvenuto a Boğazköy, Turchia (in basso a destra); elmi di bronzo rinvenuti a Vikso, Danimarca (in basso a sinistra).

6) Dei loro "colleghi" tra i popoli del mare, i pheleset/filistei faranno capolino in Sardegna e lasceranno delle loro tracce: un frammento di vaso-sarcofago con volto umano rinvenuto a Neapolis ed un vaso con iscrizione filistea rinvenuto a S'Arcu 'e Is Forros. Va notato che i filistei sono gli unici tra i popoli del mare nominati dagli egizi a lasciare degli insediamenti ed una cultura materiale nel Vicino Oriente. Ah, dimenticavo: la testa di un guerriero filisteo è raffigurata in un bronzetto nuragico rinvenuto a Decimoputzu (Sud Sardegna).

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A sinistra, bronzetto raffigurante un pheleset/filisteo; a destra, raffigurazione di guerrieri pheleset/filistei nel tempio di Medinet Habu.


Analizzati questi punti certi iniziamo a dire qual'è il punto più controverso della questione shardana. 


Il rapporto tra la Sardegna e l'Egitto nell'età del Bronzo. I nuragici avevano una buona rete commerciale che andava la penisola iberica, il nord Africa, l'Anatolia, Creta e Cipro, le ultime due avevano stretti rapporti commerciali con il Regno d'Egitto per cui nulla di strano che i mercanti sardi e quelli egizi avessero fatto affari all'interno di quelle stesse isole, dunque non si esclude che gli uni sapessero degli altri ed in quali terre si trovassero; il punto è che nel Regno d'Egitto non ci è arrivato nessun manufatto nuragico che attesti la presenza di mercanti sardi sul regno ed in Sardegna non abbiamo nessun reperto egizio che risalga all'età del Bronzo (quelli che trovate in Sardegna sono dell'età del Ferro e del periodo punico), è quindi da escludere a priori che avessero rapporti? Non proprio visto che condividevano gli stessi partner commerciali nel mediterraneo Orientale (micenei, cretesi e ciprioti), il punto è che Sardegna ed Egitto non sono proprio vicini ed al tempo non esistevano le crociere della MSC, dunque per entrare in contatto, come ho scritto prima, sarebbe stato più agevole per entrambi incontrarsi in punti intermedi come Creta e Cipro; non escludo quindi che degli scavi possano portare alla luce reperti egizi nella Sardegna dell'età del Bronzo e viceversa ma, come detto prima, niente reperti = niente prove.  È l'archeologia baby e si basa sui dati che hai in mano, non su quelli che non hai.

Posso dunque dire, in conclusione, che gli shardana sono esistiti visto che ne parlano determinate fonti; purtroppo, però, non sono per nulla certo che loro stessi fossero i nuragici in quanto non ho dati certi. Tali dati potrebbero essere la scritta in fenicio SHRDN nella stele di Nora ma bisogna tenere conto che non si può mettere la lingua fenicia con quella egizia in quanto diverse così come bisogna stare attenti a metterla con l'accadico in quanto sono si delle lingue semitiche, quindi imparentate, ma comunque diverse e che quindi potrebbero dare nomi diversi a gli oggetti/persone/concetti.

A questo uno dirà: perché invece tiri fuori queste storie contro gli shardana ma sei sicuro dell'esistenza dei fenici che, come i primi, venivano chiamati così dalle altre popolazioni? Per il semplice motivo che A) le fonti scritte indicano qual è l'ubicazione e la provenienza delle genti fenicie, la definizione di "isole in mezzo al Grande Verde", data per la provenienza degli shardana, è di per sé troppo fumosa; B) i fenici, diversamente dagli shardana, hanno lasciato numerose tracce materiali ovunque passavano.

Se almeno ci fosse arrivata una qualche forma di scrittura nella sardegna nuragica che rivelasse cose come "Noi, Shardana dal cuore ribelle, siamo penetrati in Egitto" o "Il Faraone assaggerà la furia del nostro bronzo" oppure "Siamo andati nel regno delle grandi piramidi e abbiamo sconfitto e sottomesso il suo popolo" o meglio ancora "Hotel residence di lusso 5 pintadere "IL MONTONE" a Sharm-el-Sheik, 7 giorni a sole 25 asce di bronzo, tutto compreso" ed infine "Faraone infame, per te solo letame", la questione si sarebbe facilmente risolta. Purtroppo, siamo ancora qui a parlarne e, per come la vedo io, ne avremo per molto, molto molto, molto tempo.

E voi come la vedete? Se siete in disaccordo con quanto scritto, commentate pure ma sempre nel rispetto per chi ha scritto questo articolo, visto che molti, come ho potuto notare nel corso degli anni, fanno degli shardana una questione parecchio, troppo, personale. Soprattutto quando li si vuole identificare coi nuragici. Detto questo, ricordate la regola aurea del rispetto 😁😁😁

Ci si vede ;)